Django Reinhardt – 1

Django Reinhardt – parte prima

Django Reinhardt – Jean-Baptiste Reinhardt, detto Django – nacque a Liverchies, in Belgio, il 23 gennaio 1910, da una famiglia di origini manouche,ramo zingaro proveniente dal’Europa dell’est  che si è diffuso in Germania, nell’est della Francia, in Olanda e nel Belgio agli inizi del secolo scorso.

Apparteneva a una famiglia di musicisti ambulanti. Il padre era pianista e violinista, ed era direttore di un’orchestra da ballo con cui fece tournee in Francia, Italia, Corsica e Algeria, fino a stabilirsi col la roulotte alla periferia di Parigi.

Il repertorio era costituito da melodie folkloristiche e arie di successo, tra cui i valzer, molto in voga nei salotti e nei casinò dell’epoca.

Dunque il giovane Django Reinhardt, che già suonava la chitarra da diversi anni, si formò nell’ambiente della balera e del bal musette, cominciando a suonare a orecchio il banjo-chitarra all’età di 12 anni. Non frequentò mai nessuna scuola e non sapeva né leggere né scrivere (anni dopo il violinista Stéphane Grappelli gli insegnò a fare la firma, almeno per i contratti e gli autografi), ma nonostante ciò divenne presto un precoce virtuoso dello strumento.

Nelle balere Django, che lavorò per i più famosi fisarmonicisti musette, amava esibirsi suonando i valzer molto tecnici di Gusti Malha, notissimo banjoista degli anni ’20 che accompagnò i re delle balere e che ha composto il celebre “La valse des niglos

Oncle Archibald

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