Django Reinhardt 3

Django Reinhardt – parte terza

Tutti si contendevano il manouche Django Reinhardt:  il famoso fisarmonicista Maurice Alexander lo scritturò varie volte come sostituto del suo banjoista. Della loro collaborazione rimane l’incisione del one-step “Parisette” della primavera del 1928.

Jean Vaissade, violinista e asso della fisarmonica, lo scritturò nel 1927 per una stagione in un dancing a Stella Plage. Era talmente ammirato dal suo talento che, quando Django spariva di colpo senza lasciare traccia, andava a rintracciarlo setacciando tutta Parigi.

Nella primavera del 1928 Vaissade gli propose le prime incisioni. Si trattava di 6 brani incisi da Idéal, che vendeva dischi nei grandi magazzini, tra cui i valzer “Amour de Gitane“, “La plus belle“, “Decéption d’amour“. La formazione era composta da Vaissade alla fisarmonica, Francesco Cariolato allo xilofono e Django al banjo che, nonostante l’innegabile maestria, spesso si dimostrava eccessivamente impetuoso per gli standard dell’epoca.

Nell’autunno del 1928 sempre Vaissade gli fa incidere 4 brani per la Gramophone. Si trattava del valzer “Griserie“, del fox-trot “Ma régulière” e degli one-step “Parisette” e “La caravane“. La formazione era quella precedente con l’aggiunta di un flauto a pistone (slide-whistle).

In queste incisioni è evidente l’insofferenza di Django verso il ruolo di accompagnatore di musica da ballo. Il suo banjo è sempre più ingombrante e lui sta già pensando di abbandonarlo per tornare alla chitarra. Comunque questo sferragliante strumento sarebbe molto presto passato di moda.

Sempre nell’autunno del 1928 registrò 4 brani con il fisarmonicista Marceau. La formazione era costituita da Marceau alla fisarmonica, Erardy al fischietto e un certo Jeangot al banjo.

Oncle Archibald

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