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La Gommalacca ( Luca Milani)
La gommalacca come vernice è stata introdotta solo agli inizi dell’ottocento, in quanto prima i mobili venivano verniciati a cera. Si applicavano varie mani e si strofinava fino a che si raggiungeva la brillantezza desiderata. Questa vernice presentava però degli inconvenienti: era infatti piuttosto debole all’azione di agenti esterni come acqua, muffe, e abrasioni. Attorno al 1820 in Francia si pensò di applicare a tampone la gommalacca diluita in alcool: la tecnica sembrò così efficace che si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Il procedimento di stesura della gommalacca a tampone nel corso degli anni è diventata una sorta di arte per i mobilieri, tanto che fino all’avvento delle vernici sintetiche regnò incontrastata come metodo di verniciatura principe. Effettivamente, la gommalacca ha parecchi vantaggi: non è tossica, si stende facilmente, essica velocemente, è economica.
I MATERIALI
Ovviamente la gommalacca. Viene venduta in polvere o a scaglie. Si trova in una varietà di colori: arancio, ambra, rubino, bianca, etc. Ha la proprietà di sciogliersi in alcool (metanolo, etanolo, propanolo e butanolo), e la soluzione mantiene inalterate le sue proprietà per circa sei mesi. Il metodo della gommalacca a tampone ha bisogno ovviamente di un tampone di cotone, che dovrebbe essere pulito e avvolto su se stesso come una garza. Occorre poi dell’olio, preferibilmente di lino cotto, per permettere al tampone di scivolare sulla vernice precedente.
Luca Milani


