Custodie artigianali per strumenti musicali di Giorgos Xristonakis

Sopravvissuto alle agonie umide dell’inverno padano, ad Aprile ho deciso di fare un giro  a Creta, per una visita agli amici e per respirare il mare e il cielo che tanto mi erano mancati. Ho ritrovato la primavera esuberante delle orchidee selvatiche e dei profumi dal mare. Ed anche le persone che avevo conosciuto, con qualche capello bianco in più ma con lo spirito di sempre.

Tra una cosa e l’altra, a Iraklio ho avuto l’occasione di incontrare un personaggio gioviale, sincero ed innamorato del suo lavoro:   Giorgos Xristonakis.

Trent’anni, ricciuto e con un’energia che sembra inesauribile, Xristonakis è conosciuto nell’isola come il miglior costruttore di custodie per strumenti musicali. A prima vista, la cosa che più colpisce del suo lavoro è la bellezza delle sue creazioni: eleganti, curate ma assolutamente artigianali.


Giorgos le mostra con orgoglio: custodia elegante in pelle bianca e cuciture marroni, oppure pelle marrone e finiture cromate, o doppia custodia per contenere due strumenti, o custodia per tamburi e percussioni, o custodia con profilatura del manico arcuata, o… Giorgos potrebbe passare ore a mostrare i suoi modelli più ingegnosi, bizzarri, bellissimi.


Costruisce qualsiasi cosa su ordinazione: dategli qualche misura e assoluta fiducia, e riuscirà a creare un contenitore all’altezza del pregio dello strumento. “I musicisti girano di solito con custodie che sembrano delle bare tristi” dice, “io voglio creare contenitori eleganti”.

A prenderle in mano colpisce la loro leggerezza. Le custodie di Giorgos Xristonakis pesano quasi metà delle comuni custodie, poco più dello stesso strumento. Effettivamente, è un vantaggio negli spostamenti avere così poco peso. Ne so qualcosa io, liutaio, a portare chitarre in giro per il mondo…

Gli spostamenti sono facilitati anche dall’immancabile cinghia: a volte il trasporto è decisamente più comodo con uno strumento in spalla, quando entrambe le mani sono occupate con amplificatori e pedalini.

Aprendone una, noto che le chiusure in metallo sono poste in punti strategici: a differenza delle custodie economiche di provenienza asiatica, la forma a coperchio aiuta le cerniere a una chiusura ermetica , impedendo l’accesso a pioggia o polvere.

L’interno della custodia  è rivestito in pelo lungo o corto. A seconda dei gusti, anche qui.


Oltre alla leggerezza, mi colpisce la resistenza. Sono praticamente indeformabili. Gli chiedo, ovviamente, di che materiale si tratta. A questa domanda però, Giorgos divaga. “Diciamo che la base è poliestere, ma lo utilizzo solo per indurire i materiali di base, che sono vari e un po’ complicati da spiegare in due parole”. Insomma, Giorgos tiene il segreto per sé.

In conclusione,  le custodie di Giorgos Xristonakis rispettano appieno le qualità che si richiedono a una buona custodia: leggerezza, resistenza, protezione dalle intemperie, perfetta locazione dello strumento. Il tutto costruito artigianalmente con eleganza e precisione. I prezzi sono ragionevoli vista la qualità del lavoro e dei materiali: non sono economiche come le custodie di provenienza cinese, ma nemmeno inarrivabili.

Per avere un contatto per informazioni, potete inviare un messaggio a: xristonakisgiorgos@gmail.com

Lukas Milani
Oncle Archibald

La Chitarra Manouche, ovvero Selmer Maccaferri – parte seconda

La storia (seconda parte)

Sarà proprio a Londra che stenderà dei progetti con le sue idee per migliorare la qualità delle chitarre, decidendo di costruire dei modelli più sonori. E sempre nella capitale inglese vedranno la luce i primi prototipi del 1931, quando depositerà un brevetto d’invenzione relativo all’adozione di un risuonatore interno alla chitarra.

Sempre nello stesso anno presenta le sue ultime creazioni a Ben Davis, dirigente della succursale inglese della Selmer. Grazie all’aiuto di Davis viene messo immediatamente in contatto con Henri Selmer a Parigi, il quale avvalla con entusiasmo l’idea di costruire queste nuove chitarre nella sua fabbrica di strumenti a fiato, che all’epoca è in piena espansione.

Fin dal 1931, dunque, Mario Maccaferri è incaricato di creare un laboratorio per la costruzione delle chitarre nell’officina Selmer di Mantes-la-Ville, nei pressi di Parigi. L’atelier in questione vedrà presto la luce grazie alle direttive di Maccaferri che controlla personalmente gli stampi, le rifiniture e fornisce tutte le istruzioni.  Da quest’anno dunque ha il via la produzione delle primissime chitarre.

Maccaferri, che aveva essenzialmente sviluppato il progetto per una nuova chitarra classica, decide, su consiglio di Davis, di lavorare anche sui modelli a corde metalliche. Il jazz è in piena espansone e la domanda per questo genere di chitarre si fa di giorno in giorno più vasta.

Luca Leimer

Oncle Archibald

le chitarre di Lukas Milani al Soave Guitar Festival

Sono appena tornato dal Soave Guitar Festival, sempre estremamente interessante per le chitarre vintage, l’accessoristica, la liuteria elettrica e acustica e i concerti.

Ma questa volta mi interessavano soprattutto l’esposizione del liutaio Lukas Milani e i suoi nuovi modelli di chitarra acustica.

Il design degli strumenti è, come al solito, curatissimo, la scelta dei legni e le finiture ineccepibili, il suono…andatelo a sentire finchè siete in tempo (oppure andate nel suo laboratorio: Lukas Milani).

Qui di seguito gli strumenti:


Massimo Valvasori

Oncle Archibald